Effetti del Kinesio Taping sulla attività del retto del femore e sul movimento sit-to stand, in bambini con paralisi cerebrale infantile unilaterale: studio con design a misura ripetuta, con controllo del gruppo placebo.

Nonostante il suo ampio e vario utilizzo in ambito riabilitativo pediatrico, sono ancora pochi gli studi che valutano l’efficacia del Kinesio Taping nel miglioramento della funzionalità di bambini affetti da paralisi cerebrale infantile. Questo studio a singolo cieco, a misura ripetuta e con l’utilizzo di un gruppo placebo, ben costruito nel disegno e ben condotto da Adriana Neves Dos Santos e dal suo gruppo presso il dipartimento di Fisioterapia della Universidade Federal di San Carlo, San Carlo, Brasile; e presso il Dipartimento di Scienza della Salute della Università Federale di Santa Catarina, Ararangua, Brasile: si pone come utile strumento per implementare l’utilizzo del Kinesio Taping e del Kinesio Taping Method all’interno della pratica clinica quotidiana.

I pazienti sono stati reclutati nel periodo che va da luglio 2013 a luglio 2014, ed i criteri di inclusione sono stati: bambini con diagnosi di paralisi cerebrale unilaterale, età fra i 6 ed i 16 anni, capacità di effettuare il movimento di sit-and-stand senza supporto a tre diverse altezze.

I criteri di esclusione sono stati i seguenti: incapacità di comprendere comandi semplici, accorciamento muscolare degli ischio-crurali, del gastrocnemio, dei flessori di anca, presenza di deformità tali da compromettere la possibilità di effettuare il movimento sit-to-stand, trattamento con botulino negli ultimi 12 mesi e assenza di trattamento fisioterapico con almeno due sedute a settimana negli ultimi 6 mesi.

Lo studio ha preso in esame le capacità funzionali dei pazienti valutandoli tramite la International Classification of Functioning, Disability and Health, inoltre è stata valutata la attività muscolare attraverso esame elettromiografico e l’allineamento del tronco e degli arti inferiori, da ultimo è stata valutato il tempo necessario per effettuare il movimento sit-to-stand.

I pazienti sono stati sottoposti alla valutazione senza utilizzo del Kinesio Tape, con l’applicazione di Kinesio Tape sul Retto Femorale con tensione al 100% con ancoraggio iniziale prossimale ed infine con applicazione di Kinesio Tape sul Retto Femorale sempre con ancoraggio iniziale prossimale ma con 0% di tensione, gli autori hanno considerato quest’ultima condizione come placebo. La rivalutazione dopo la applicazione avviene nell’immediato ed il Kinesio Tape è stato immediatamente rimosso dopo la rivalutazione, per cui in questo lavoro vengono valutati i risultati immediati.

Questo studio evidenzia come la applicazione di Kinesio Tape ha prodotto cambiamenti nella attività elettrica del Retto Femorale e l’allineamento del tronco e degli arti inferiori.

In particolare, l’applicazione di Kinesio Tape ha migliorato, incrementandola nell’immediato, l’attività del Retto Femorale di circa il 15%, durante tutto il ciclo del sit-to-stand ed in particolare nelle fasi 3 e 4: le fasi nelle quali avvengono i movimenti di estensione di tronco, anca e ginocchio, fasi che vedono il Retto Femorale come “prime mover”. L’applicazione di Kinesio Taping con il 100% di tensione ha incrementato nell’immediato quindi l’attivazione del Retto del Femore mentre la applicazione di Kinesio Taping a 0% di tensione (considerato dagli autori condizione placebo) non ha prodotto modificazioni significative della attività muscolare. Dal punto di vista della interpretazione di questi risultati, gli autori evidenziano come diversi studi suggeriscono che l’applicazione di Kinesio Tape con tensione, possa promuovere una stimolazione meccanica della cute, con conseguente attivazione dei meccanorecettori di tipo 2 e relativo aumentato reclutamento delle unità motorie. Da tutto ciò ne deriva che pazienti che non riescono ad attivare in maniera adeguata i propri gruppi muscolari, come ad esempio i pazienti coinvolti nello studio, grazie alla stimolazione cutanea prodotta dalla applicazione di Kinesio Tape riescano ad incrementare il reclutamento di unità motorie.

Al di la dell’effetto muscolare, l’applicazione di Kinesio Tape ha prodotto una diminuzione del picco di flessione di tronco, anca e ginocchio, provocando quindi una diminuzione della inclinazione anteriore del tronco durante la transizione dalla posizione seduta a quella in piedi. Vari autori hanno in passato evidenziato come una debolezza del Retto del Femore porti ad avere una maggiore inclinazione anteriore del tronco, durante il passaggio da seduto ad eretto, in modo da creare un migliore vettore rispetto alla linea articolare del ginocchio. I risultati di questo studio quindi evidenziano come l’applicazione di Kinesio Tape riduca la necessità di “muovere il corpo in avanti” durante la fase di estensione del movimento sit-to-stand.

Inoltre l’applicazione di Kinesio Tape ha generato una migliore postura verticale alla fine del movimento sit-to-stand, ed anche questo risultato può essere associato ad una migliore attivazione del Retto del Femore, che ha permesso ai piccoli pazienti di non doversi affidare al solo tronco al fine di mantenere stabilità. Tale effetto è stato misurato con un miglioramento che va da 32% a 94%.

Tali risultati sono più evidenti nelle condizioni di sit-to-stand da sedute più basse e più alte dello standard, con rispettivamente un moderato 26% ed un interessante 94%.

Interessante è vedere come invece, il tempo necessario per fare il movimento sit-to-stand non è migliorato, rimanendo uguale sia nella condizione no tape, che nella condizione tensione al 100%, che nella condizione tensione 0%. Gli autori suggeriscono che tale risultato sia legato al fatto che per migliorare il tempo di esecuzione di un gesto funzionale sia necessario un “allenamento” al gesto stesso e ciò non era valutabile in quanto lo scopo dello studio è quello di valutare gli effetti della applicazione nell’immediato, rimuovendo il Kinesio Tape immediatamente dopo la rivalutazione.

Gli autori evidenziano come, mentre se per la attività muscolare la applicazione di Kinesio Tape con tensione ha prodotto risultati migliori rispetto alla applicazione senza tensione, nel caso degli effetti sulla posizione di tronco anca e ginocchio, l’applicazione di Kinesio Tape con tensione e senza tensione non ha prodotto differenze statisticamente significative. Dal punto di vista della interpretazione di questi particolari risultati si può supporre che in gesti funzionali l’effetto che la applicazione di uno stimolo cutaneo possa avere più un effetto che coinvolge il sistema di organizzazione del movimento che non un effetto più “periferico” relativo alla sola modificazione della attività di un gruppo muscolare (per quanto questo risultato sia comunque significativo).

Lo studio in questione, presenta come ogni studio, limiti relativi al fatto che descriva solo l’impatto immediato della applicazione di Kinesio Tape, e che il numero di pazienti coinvolti sia relativamente basso.

Bisogna inoltre ri-concettualizzare l’idea di poter utilizzare come placebo una applicazione di Kinesio Tape senza tensione. La stimolazione cutanea data dal semplice contatto del Kinesio Tape mette comunque in gioco tutti si sistemi di input, elaborazione ed output indipendentemente dalla tensione o meno con il quale il Kinesio Tape viene applicato. Per cui lo studio in questione dovrebbe essere re-interpretato come una verifica degli effetti della applicazione di Kinesio Tape con tensione versus senza tensione e versus no tape piuttosto che verifica degli effetti di una applicazione di Kinesio Tape versus no tape e placebo.

Nello studio presentato inoltre gli autori hanno utilizzato come tape il Kinesio Tape Classic, in quanto, all’epoca dello studio non era disponibile il Kinesio Tex Light Touch prodotto pensato per pazienti con cute particolarmente sensibile come appunto i soggetti reclutati per questo lavoro scientifico.

     Stefano Frassine

            Dr. P.t. CKTI

   Fisioterapista Ortokinetico

     European Rapresentative

  Kinesio Holding Corporation – KTAI

Riferimenti:
Adriana Neves dos Santos, Livia Pessarelli Visicatto, Ana Beatriz de Oliveira & Nelci Adriana Cicuto Ferreira

Rocha, Disability and Rehabilitation, ISSN: 0963-8288 (Print) 1464-5165 (Online) Journal homepage:

http://www.tandfonline.com/loi/idre20

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